Chiara Micheli

Ascolto rock. Guardo film. Traccio segni. Inseguo visioni. Tengo Londra nel mio garage. Qualche volta dormo. E scrivo. Mi piace la verità, per questo invento storie.

UNA IDEA DI BELLEZZA – Conversazione con la scrittrice Angela M. Jeannet – pt3

CM – Parliamo si scrittura. Che cos’è per lei scrivere?

AJT – Domanda difficile, difficilissima!

CM – La faccio apposta.

AJT – È parte della mia vita fin da bambina, avevo 10, 11 anni, il primo romanzo l’ho scritto a 12 anni, parlava di guerra e avventure, e aveva un ragazzo come protagonista.

CM – Eh!

AJT – E stata un modo di capire, e al tempo stesso di perseguire, un’idea di bellezza.

Capire il mondo e me stessa e gli altri e partecipare VERAMENTE alla vita!

CM – Eppure spesso questa vita nei libri non la sento… molti scrivono personaggi senza la vita.

AJT – Si sente subito, altro ché. Ci sono grandi scrittori che si sente amano anche i loro personaggi negativi, che c’è un’umanità lì.

CM -Altrimenti vengono fuori personaggi a una dimensione, invece che tridemensionali, altezza, larghezza, profondità.

Lei riesce a scrivere personaggi che non ama?

AJT –No, perché per me la scrittura e la letteratura sono cose positive, non rose e fiori ma positive, la scrittura ha il potere di inserire l’umanità in tutti gli aspetti della vita, uno sguardo veramente compassionevole, umano. Se non c’è quello, lo scrittore rimane povero.

CM – Leggeva tanti libri. Ma che cosa c’è nei libri? Che ci trovava lei allora?

AJT – Mi davano possibilità di aggiungere alla mia di vita altre vite, e quindi capire meglio la mia. In dialogo con tutti gli scrittori, i loro personaggi arricchivano la mia. Non vedo la letteratura come qualcosa di separato, per me fa parte del mondo, è il mondo.

CM – E che libri?

AJT – Un autore che oggi mi piace molto è Doctorow. Io mi sono formata sulla poesia, tutta, e letteratura francese, poesia e narrativa, di italiani Calvino, ho lavorato molto con le sue opere… la volta l’ho incontrato, che tragedia ah ah!

Era così impappinato… era buffissimo… facevamo a chi lo era di più. Io in soggezione e lui idem, non c’e stato dialogo! La chiacchierata sperata non c’e stata!

Poi Ferdinando Camon. Angela Bianchini, di cui sono amica. Hai letto Capo d’Europa?

CM – No, lo leggerò.

Maria Rosa Cutrufelli, Elena Gianini Belotti, la sua collezione di racconti Adagio Poco Mosso, alcuni autori che ho letto per lo Strega, come il Nesi con L’Età dell’Oro, pratese, ma non vinse, molto interessante.

CM- Si è rifatto quest’anno con Storia della mia gente.

AJT- Ha preso il mio voto.

CM – Anche il mio virtuale, ne ho parlato.

AJT – E Milena Agus con Mal di Pietra…

CM – Dall’America come si vede la letteratura italiana?

AJT- Ahimè, in generale negli USA la letteratura straniera è conosciuta solo in ambienti accademici e da un’esigua minoranza di persone colte. Praticamente non esiste.

È solo quella di lingua inglese, ciò che non è inglese è fuori. Alcuni autori sono riusciti alla meglio, dopo la guerra Pavese, Moravia, ma non la Morante, non la Ginzburg, io con una collega siamo state le prime a pubblicare una serie di saggi sulla Ginzburg in Usa. Difficile vendere traduzioni, io le ho fatte come lavoro, è immane, e poi non li comprano.

Capo d’Europa, che ho tradotto, ha venduto un pochino perché parla di ebrei, interessava alle famiglie ebraiche, che sono in genere più colte.

Io quando insegnavo insistevo che leggessero i libri italiani, in traduzione… se no come fanno a saper che esistono! dicevo.

Mi venivano a dire, signora, ma io non sapevo che ci fossero tali cose!

Sai con che cominciavo il corso? Con Pinocchio. Loro conoscevano solo Disney Pinocchio… ma il vero è una cosa completamente diversa, dicevo, questo è un modo per capire quanto possono essere diverse due culture. E mi dicevano, ma questo lo fate leggere a dei bambini??

CM – E la letteratura di lingua inglese, americana, come sta?

AJT – Ricchissima. Ma tu li conosci meglio di me.

CM -Un poeta e un narratore che ama molto?

AJT- Poeti pochi. Non sono a mio agio con la poesia di lingua inglese, e non so perché!

CM – Mi fa un effetto strano, io ci sono di casa.

AJT – Narratore, Faulkner, l’ho adorato.

CM- Com’è lo stato della lettura in USA?

AJT – Si leggono tanti libri, fuori dalle accademie. Si lamentano tutti che nessuno legge, ma le donne leggono, e gli adolescenti.

CM – Come in Italia.

AJT – Un tempo tutti leggevano, quelli che sapevano leggere. Oggi è più capillare, non tutti leggono, ma molto più di prima.

CM – Le gente ripete sempre le solite frasi, nessuno legge. Ma se non si leggesse, non ci sarebbero le migliaia di testi pubblicati ogni anno, non ci sarebbero gli editori.

AJT – Casomai si può dire che si potrebbe leggere molto di più, in questo sono d’accordo, c’è da fare un bel lavoro.

CM – Chiudiamo con un argomento caldo, quanto si sente in USA la differenza tra letteratura alta e letteratura di consumo? Qua se ne discute da tempo, e ci sono stati tentativi negli anni di colmare questa divisione… che a parer mio è assolutamente astrusa, lo dico.

AJT – In USA è molto marcata e senz’altro più ristretta che in Italia, la letteratura sta proprio chiusa nelle accademie. Il mondo accademico ha la sua letteratura, anche qualcosa di straniero. Poi c’è la popolazione, che legge da matti, tutti leggono. Vedi il poliziesco, ricchissimo. I giornali in USA non diffondono molta letteratura. Il New York Times ha un inserto ma poi il resto…

CM – Esponenti della letteratura?

AJT – P. Roth, Updike, li si studia insieme ai classici e sono letti dalle persone colte.

Gli altri vanno altrove, le persone normali vanno altrove, King… anche se stanno arrivando giovani che rivendicano il fattore letterario nei generi e dicono, va letto!

CM – D’accordo al 150 %.

AJT – Poi maree di libri d’amore ed erotici per donne e per uomini.

CM- Ah, conosco tantissime scrittrici che scrivono erotico. E che scrivono erotico anche per uomini, anzi sono in assoluto la maggioranza.

AJT- Questa non la sapevo…

CM – Hanno una sensibilità un attimo più fine, creano pathos dove gli uomini riescono solo a mostrare e parlare di organi sessuali in movimento. E va a finire che piacciono alla maggioranza… E piace anche agli uomini. E’ ricercata, non grezza, anche se esplicita.

AJT- Ah, ma tu vedi le donne…!

CM – Tanta strada fatta, eh?


C. luglio 2011-

Alla fine della conversazione Angela mi ha fatto un regalo e accettato che lo condividessi.

Lo metto in download per chi desidera leggerlo.

[download id="1" format="1" autop="false"]

Related Posts

Trackback URL for this post: http://www.chiaramicheli.it/una-idea-di-bellezza-conversazione-con-la-scrittrice-angela-m-jeannet-pt3/trackback/

1 Comment

  1. This piece of writing provides clear idea in support of the new viewers of blogging, that actually how to do running a blog.

Lascia un commento

Name, Email or Website are Optional.

© 2018 Chiara Micheli

Theme by Anders NorenUp ↑