Dunque alla fine TD stagione 1 è arrivato anche in Italia e uno si può godere la prima cosa che fa spettacolare questa serie tv della HBO: i due attori.

Inutile girarci intorno, la bravura di Matthew McConaughey e Woody Harrelson nel rendere i due personaggi, un detective nichilista e un detective padre di famiglia but such a shitheel, in una atmosfera e una storia piuttosto tradizionale, un’inchiesta di polizia in Louisiana, è magistrale (doppiati perdono per forza di cose almeno il 50% della loro cifra interpretativa, ma è stato fatto comunque un lavoro eccellente per chi non ha altra scelta – a parte certe doppie alla romana… le indaggini, eh).

Ma è come è resa, questa storia, che fa la differenza.

Infatti questa non è una serie, è un film.
Un film lungo 8 ore e diviso in 8 parti, scritto da Nick Pizzolatto, che è uno scrittore, girato dal regista Cary Fukunaga (il suo piano sequenza nel quarto episodio ha vinto un Emmy), che si prende tutto il tempo necessario per raccontarsi quando, fosse stato di 2 ore, avrebbe dovuto correre e assomigliare ad altre decine sul mercato. La tendenza al rallentamento avanza, ancora nessuno ne parla ma sta prendendo piede timidamente in tv nonostante possa fare una paura mortale, perché le regole d’azione si gestiscono, i silenzi sono un altro paio di maniche. Vedetevi Rectify, produzione Sundance, e capirete.

Una boccata di aria fresca, francamente. Non so voi, ma io non ne posso più di incipit truculenti patinati, solite telecamere sghembe, soliti personaggi stereotipati, solite donne coi tacchi e pistole in pugno, soliti… fate voi, tanto sono intercambiabili e smontabili come Lego.

Per me, poi, la sorpresa in più, perché quando ho visto dove andava a parare, sono saltata sulla sedia. In tv tutto si cita, ma la letteratura?

C’è giusto Supernatural che fa dei libri e dei riferimenti letterari pane settimanale (hanno citato anche Vonnegut…), il resto della tv scappa come davanti un demonio (pun intended). Quanti film o serie italiane mettono un libro nelle mani o nelle parole di qualcuno? Si fa presto, zero.

TD ha un riferimento letterario diretto al signore di cui sopra, o meglio, alle atmosfere e temi di Robert W. Chambers, credo sconosciuto a parecchi.

Per chi come me staziona quotidianamente con la letteratura anglosassone e fa merende con il fantastico? Il paradiso in terra.
Se non che, andando avanti, invece di piacere, si stava trasformando in incubo (pun intended2) perché sto finendo un romanzo e le nostre strade, in qualche assurda maniera, si stavano incrociando. No, alla fine sono state scelte parecchio differenti, ma ciò spiega come lo storytelling abbia temi e motivi che ormai, è chiaro, ci alimentiamo ai quattro lati del mondo, le idee nell’aria di una certa epoca, zeitgeist fluttuante di questo inizio millennio.

Tornando a Chambers, siamo dalle parti di un deciso orrore cosmico, e sì, Lovecraft ne sa qualcosa visto che saccheggiò proprio Chambers, e arriviamo fino allo scrittore di culto Ligotti.

Lo avevo tradotto due anni fa e quale occasione migliore di questa serie per riscoprire un autore decadente di fine ottocento e apprezzare la buona scrittura? Chambers ha scritto 4 racconti incentrati sul tema del “Re in giallo”, ma è quello che ho tradotto che trasmette quel profondo sgomento che fa la sua cifra pecuyliare, ma per capire va letto e basta, provare il piacere di un bel brivido prolungato, anche se con molta classe.

E a proposito di Carcosa, beh, non posso dire dov’è, bisogna scoprirlo da soli. Nel libro è incluso anche il racconto di Bierce, altro autore seminale americano, in un gioco di rimandi che, rispettando la grande tradizione del fantastico, è usato anche dalla serie.

Edizione bilingue – italiano e versione originale in inglese
Bilingual edition – English/Italian

Contiene anche Un abitante di Carcosa di Ambrose Bierce.

td

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