Chiara Micheli

Ascolto rock. Guardo film. Traccio segni. Inseguo visioni. Tengo Londra nel mio garage. Qualche volta dormo. E scrivo. Mi piace la verità, per questo invento storie.

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Appunti sul Noir – Notes on Film Noir by Paul Schrader, 1971

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A much-cited source in literature on film.

“Notes on Film Noir”

by Paul Schrader, 1971

English

In 1946 French critics, seeing the American films they had missed during the war, noticed the new mood of cynicism, pessimism and darkness which had crept into the American cinema. The darkening stain was most evident in routine crime thrillers, but was also apparent in prestigious melodramas.

 

The French cineastes soon realized they had seen only the tip of the iceberg: As the years went by, Hollywood lighting grew darker, characters more corrupt, themes more fatalistic and the tone more hopeless. By 1949 American movies were in the throes of their deepest and most creative funk. Never before had films dared to take such a harsh uncomplimentary look at American life, and they would not dare to do so again for twenty years.

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TRUE DETECTIVE stagione 2 Episodio 3 “Acqua per la rabbia” – Una  recensione

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Bere mi rammollisce. E io voglio sentire la rabbia

True Detective 2×03 – "Maybe Tomorrow"

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SPOILER ALERT

Ho appurato definitivamente che Lynch e la sua mappa mentale ha una influenza pressoché infiltrante su Pizzolato, il che non può che farmi  piacere.

Che succede in questo terzo episodio? Al solito parecchio.
Naturalmente Velcoro non è morto ma le pallottole di plastica che gli hanno sparato lo rendono per tutto il tempo un pezzo d’uomo piegato a proteggere le sue costole incrinate.
Non è morto… beh, qui qualche dubbio strisciante ammetto mi prende, visto che alla domanda fatta a Frank dalla barista su che cosa è successo a Ray, lui risponde: “Lo hanno assassinato”, e la prima immagine che vediamo è il sogno del Paradiso in stile americana, un bar vuoto e un finto Conway Twitty che canta The Rose,


scena tra l’altro magnifica, e ha proprio Ray seduto al tavolo, in conversazione surreale con suo padre, tra l’altro vivissimo, e un buco nel petto. C’è, nella sua dolente tristezza, un che di randagio e predestinato, richiamato più volte nella puntata, e non dico altro. Domani forse.

 L’inchiesta va avanti, Continua a leggere/Continue reading

Robert A. Heinlein – Tutti i miei fantasmi (1959)

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Robert A. Heinlein

Tutti i miei fantasmi (1959)

 Titolo originale: All You Zombies

Testo  originale

Da questo fulminante e raro da trovare racconto è tratto il film Predestination diretto dai fratelli Spierig.

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Settore Temporale V (EST) – ore 22,17 – 7 Novembre 1970 New York – “Pop’s Place”

Quando entrò la Ragazza Madre stavo lavorando di strofinaccio su un bicchiere da brandy. Meccanicamente, presi nota dell’ora (le 22,17) e della data (22 Novembre 1970). Gli agenti temporali prendono sempre nota dell’ora e della data; è il nostro compito.

La Ragazza Madre era un uomo di venticinque anni, della mia stessa altezza; i suoi lineamenti erano immaturi e aveva un pessimo carattere. Il suo aspetto non mi era mai piaciuto, né tanto meno mi piaceva adesso, ma ero là proprio per reclutarlo. Era il mio uomo, così lo accolsi con il migliore sorriso che un barista può dedicare a un cliente.

Forse il mio temperamento tende troppo verso la critica. Non era un anormale: il suo soprannome derivava dalla risposta che era solito dare a qualsiasi ficcanaso volesse sapere il suo mestiere. Faccio la ragazza madre.” Se in quel momento non si sentiva del tutto omicida, aggiungeva: “…a quattro centesimi a parola. Scrivo per le riviste femminili.” Continua a leggere/Continue reading

TRUE DETECTIVE stagione 2 Episodio 2 “Blowjob per un robot.” – Una recensione

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Fumare una sigaretta elettronica è come fare un blowjob a un robot

True Detective 2×02 – Night Finds You

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Spoiler alert

Se a parecchi era sembrata di passo lento la prima puntata, adesso stiamo strisciando in piena palude investigativa, cioè siamo dove un caso comincia, i suoni si suonano ma niente si accorda, tutto è ostico e si va a tentativi, avvicinandosi a ciò che ancora è sconosciuto con la grazia acuminata di un riccio.

È bello vedere come la scrittura di una storia, di questa, fatta da chi scrive romanzi, proceda come in un romanzo. Dal tratteggio i caratteri assomigliano a quelli scritti a cavallo tra ‘800 e ‘900 e nonostante ciò che si può comunemente pensare – due mezzi differenti, differenti linguaggi – funziona benissimo sullo schermo se si mollano gli stereotipi della serie televisiva ormai canonizzata e ci si lascia andare, senza pregiudizi. Continua a leggere/Continue reading

TRUE DETECTIVE stagione 2 Episodio 1 – “Gli astronauti hanno perso la luna” – Una recensione

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TRUE DETECTIVE

Gli astronauti hanno perso la luna

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Spoiler alert

Che uggia talvolta sono (siamo noi) gli spettatori. Sento e leggo lamentarsi perché il nuovo True Detective non è uguale al vecchio True Detective. Ma tu guarda che sorpresa, fatevi uan fotocopia e state in pace.

Come è dunque questa prima puntata di True Detective stagione 2? Bellissima, ma non avevo dubbi, troppo in gioco e non si scherza con questo gioco.

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“È leeeeenta…!”
Ah, ma allora insistete? Beh, welcome to True Detective, che pensavate di vedere, Game of Thrones? È HBO, e nei primi dieci minuti non ci sono neanche le tette al vento di qualcuna né lo stupro di un’altra. Non che prima o poi non arrivino, potrebbero, ma per ora niente, quindi altra roba, ci dice.

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Che cos’è questa prima puntata? Continua a leggere/Continue reading

PER LE DONNE TUTTO IL MONDO È SEMPRE PAESE – Conversazione con la scrittrice Angela M. Jeannet – pt.1

Sono con una scrittrice con la quale converso spesso da lontano per questioni di distanza, lei abita in North Carolina. Ma oggi siamo qui, in un giardino toscano di fiori e rosmarini, il cielo è azzurro, l’aria canta e ronza, a parlare di scrittura e donne e altre cose ardimentose.

CM -Chi è Angela Jeannet Tassini?

AJT- Ah, difficile.

La prima cosa che mi definisce è che sono una persona divisa tra due culture, e quello che potrebbe sembrare a prima vista negativo, difficile, è per me stata una fortuna, in tre lingue mi sento a casa mia, francese, inglese, italiano, e in tre paesi sono a casa mia. Quindi l’avere accesso a tante cose scritte e parlate in tre mondi diversi… A volte, quando mi prende la tristezza, penso a come sarebbe bello essere in un paesino e non essermi mai mossa… poi mi dico naaa! Che ricchezza invece, difficile a momenti ma bella, una fortuna straordinaria.

CM – In questo ci capiamo, anch’io sono da sempre divisa tra due culture, e quello che mi ha dato e continuerà a darmi non è neanche vagamente misurabile. Un occhio più largo e doppio amore. Abbiamo mari larghi da navigare, siamo fortunate. Continua a leggere/Continue reading

ANDAVAMO IN CENTO DIREZIONI DIVERSE – Conversazione con la scrittrice Angela M. Jeannet – pt. 2

CM –Allora parliamo adesso di un posto del suolo statunitense e raccontiamo un’esperienza unica…

AJT – Io ero molto cosciente della situazione femminile in quegli anni in USA. La maternità, la salute del corpo, lo studio, il lavoro retribuito regolarmente molto meno di quello degli uomini, e quindi i problemi che sarebbero venuti con le pensioni miserevoli. E io ne facevo parte. Ne parlai con alcune colleghe e dicemmo, che si può fare?
Siamo adesso in Pennsylvania, una cittadina che si chiama Lancaster. Uno dei primi centri fondati da perseguitati religiosi, protestanti di rami secondari, combattuti dai protestanti stessi come eretici. Venivano dalla Germania meridionale, valle del Reno. Ma anche cattolici tedeschi altrettanto perseguitati. Pacifisti, di cultura rurale, farmers indipendenti, artigianato meraviglioso e zone ricchissime d’attività. Una zona prospera ma strutturata così: i pochi neri in un angolo, le donne in casa, agli uomini tutto il resto.

Io stessa insegnavo in un college per maschi. Su 80 docenti eravamo due donne.

Tutto sembrava immobile. Continua a leggere/Continue reading

UNA IDEA DI BELLEZZA – Conversazione con la scrittrice Angela M. Jeannet – pt3

CM – Parliamo si scrittura. Che cos’è per lei scrivere?

AJT – Domanda difficile, difficilissima!

CM – La faccio apposta.

AJT – È parte della mia vita fin da bambina, avevo 10, 11 anni, il primo romanzo l’ho scritto a 12 anni, parlava di guerra e avventure, e aveva un ragazzo come protagonista.

CM – Eh!

AJT – E stata un modo di capire, e al tempo stesso di perseguire, un’idea di bellezza.

Capire il mondo e me stessa e gli altri e partecipare VERAMENTE alla vita!

CM – Eppure spesso questa vita nei libri non la sento… molti scrivono personaggi senza la vita. Continua a leggere/Continue reading

Cinema Vittoriano – Il fenochistoscopio

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Era una macchina per l’animazione – usava un disco rotante con raffigurate immagini in sequenza che, sfruttando la persistenza della visione, creava un’illusione di movimento.

 

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Mark Strand 1934-2014 Lines for winter/Versi per l’inverno

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VERSI PER L’INVERNO

Dì a te stesso
mentre si fa freddo e il grigio scende dall’aria
che tu continuerai a
camminare, ad ascoltare lo stesso motivo
non importa dove sarai,
dentro la cupola dell’oscurità
o sotto il bianco accecante dello sguardo lunare
in una valle innevata.
Stanotte, mentre si fa freddo
ditti ciò che sai,
che non è altro se non il motivo
che le tue ossa suonano
mentre continui ad andare.
E potrai per una volta distenderti
sotto il piccolo fuoco
delle stelle invernali.
E se succede che non potrai andare avanti
né voltarti indietro
e ti ritrovi
dove sarai alla fine
ditti
in quell’ultimo fluire di freddo nelle tue membra
che ami quello che sei.

§

LINES FOR WINTER

Tell yourself
as it gets cold and gray falls from the air
that you will go on
walking, hearing
the same tune no matter where
you find yourself—
inside the dome of dark
or under the cracking white
of the moon’s gaze in a valley of snow.
Tonight as it gets cold
tell yourself
what you know which is nothing
but the tune your bones play
as you keep going. And you will be able
for once to lie down under the small fire
of winter stars.
And if it happens that you cannot
go on or turn back
and you find yourself
where you will be at the end,
tell yourself
in that final flowing of cold through your limbs
that you love what you are.

True Detective, il Re in giallo, Carcosa e Robert W. Chambers

Dunque alla fine TD stagione 1 è arrivato anche in Italia e uno si può godere la prima cosa che fa spettacolare questa serie tv della HBO: i due attori.

Inutile girarci intorno, la bravura di Matthew McConaughey e Woody Harrelson nel rendere i due personaggi, un detective nichilista e un detective padre di famiglia but such a shitheel, in una atmosfera e una storia piuttosto tradizionale, un’inchiesta di polizia in Louisiana, è magistrale (doppiati perdono per forza di cose almeno il 50% della loro cifra interpretativa, ma è stato fatto comunque un lavoro eccellente per chi non ha altra scelta – a parte certe doppie alla romana… le indaggini, eh).

Ma è come è resa, questa storia, che fa la differenza.

Infatti questa non è una serie, è un film.
Un film lungo 8 ore e diviso in 8 parti, scritto da Nick Pizzolatto, che è uno scrittore, girato dal regista Cary Fukunaga (il suo piano sequenza nel quarto episodio ha vinto un Emmy), che si prende tutto il tempo necessario per raccontarsi quando, fosse stato di 2 ore, avrebbe dovuto correre e assomigliare ad altre decine sul mercato. La tendenza al rallentamento avanza, ancora nessuno ne parla ma sta prendendo piede timidamente in tv nonostante possa fare una paura mortale, perché le regole d’azione si gestiscono, i silenzi sono un altro paio di maniche. Vedetevi Rectify, produzione Sundance, e capirete.

Una boccata di aria fresca, francamente. Non so voi, ma io non ne posso più di incipit truculenti patinati, solite telecamere sghembe, soliti personaggi stereotipati, solite donne coi tacchi e pistole in pugno, soliti… fate voi, tanto sono intercambiabili e smontabili come Lego.

Per me, poi, la sorpresa in più, perché quando ho visto dove andava a parare, sono saltata sulla sedia. In tv tutto si cita, ma la letteratura?

C’è giusto Supernatural che fa dei libri e dei riferimenti letterari pane settimanale (hanno citato anche Vonnegut…), il resto della tv scappa come davanti un demonio (pun intended). Quanti film o serie italiane mettono un libro nelle mani o nelle parole di qualcuno? Si fa presto, zero.

TD ha un riferimento letterario diretto al signore di cui sopra, o meglio, alle atmosfere e temi di Robert W. Chambers, credo sconosciuto a parecchi.

Per chi come me staziona quotidianamente con la letteratura anglosassone e fa merende con il fantastico? Il paradiso in terra.
Se non che, andando avanti, invece di piacere, si stava trasformando in incubo (pun intended2) perché sto finendo un romanzo e le nostre strade, in qualche assurda maniera, si stavano incrociando. No, alla fine sono state scelte parecchio differenti, ma ciò spiega come lo storytelling abbia temi e motivi che ormai, è chiaro, ci alimentiamo ai quattro lati del mondo, le idee nell’aria di una certa epoca, zeitgeist fluttuante di questo inizio millennio.

Tornando a Chambers, siamo dalle parti di un deciso orrore cosmico, e sì, Lovecraft ne sa qualcosa visto che saccheggiò proprio Chambers, e arriviamo fino allo scrittore di culto Ligotti.

Lo avevo tradotto due anni fa e quale occasione migliore di questa serie per riscoprire un autore decadente di fine ottocento e apprezzare la buona scrittura? Chambers ha scritto 4 racconti incentrati sul tema del “Re in giallo”, ma è quello che ho tradotto che trasmette quel profondo sgomento che fa la sua cifra pecuyliare, ma per capire va letto e basta, provare il piacere di un bel brivido prolungato, anche se con molta classe.

E a proposito di Carcosa, beh, non posso dire dov’è, bisogna scoprirlo da soli. Nel libro è incluso anche il racconto di Bierce, altro autore seminale americano, in un gioco di rimandi che, rispettando la grande tradizione del fantastico, è usato anche dalla serie.

Edizione bilingue – italiano e versione originale in inglese
Bilingual edition – English/Italian

Contiene anche Un abitante di Carcosa di Ambrose Bierce.

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Movie streaming – The Internet’s Own Boy: The Story of Aaron Swartz

The Internet’s Own Boy: The Story of Aaron Swartz

Documentary by Brian Knappenberger.

The Internet’s Own Boy follows the story of programming prodigy and

information activist Aaron Swartz.

Purchase and support the filmaker

NYtimes review

Kickstarter for the movie

DOWNLOAD:

h.264 (623MB)

MPEG-4   (1,5GB)

>>>Guerrilla Open Access Manifesto – Il manifesto dell’Accesso Libero di Aaron Swartz – Italian translation

 

Nothing Gold Can Stay || Robert Frost

http://www.sonlight.com/images/products/330-35-l.jpg

Nothing Gold Can Stay || Robert Frost

Nature’s first green is gold,
Her hardest hue to hold.
Her early leaf’s a flower;
But only so an hour.
Then leaf subsides to leaf,
So Eden sank to grief,
So dawn goes down to day
Nothing gold can stay.

Transgressive theatre: White Rabbit, Red Rabbit

WHITE RABBIT RED RABBIT

by Nassim Soleimanpour (Iran)

A captivating, genuinely original play that defies national boundaries, censorship… and description!

Iranian writer Nassim Soleimanpour’s audacious theatrical experiment will come as a shock — not least to the actor who is not allowed to see the script until the moment they arrive on stage.
With no rehearsal, no director, a different actor each night, and a script waiting in a sealed envelope on stage, internationally acclaimed „White Rabbit, Red Rabbit“ is a powerful, original and unforgettable theatrical experience. The audience join a different unsuspecting performer each night on a journey into the unknown; stumbling upon the humorous, frightening and utterly personal. “White Rabbit Red Rabbit” is a potent and fresh reminder of the transgressive, transformative power of theatre.

White Rabbit, Red Rabbit Trailer from Aurora Nova on Vimeo.

Women in India: a bride

Women in India: a bride (Narinder Nanu/Agence France-Presse — Getty Images) http://ow.ly/i/5DvMl

 

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Short movie: R’HA

A stunning proof-of-concept film

Copyright, copyleft e STEAL THIS FILM II!

Faccio parte del movimento per la libera circolazione della cultura.

La cultura non deve essere gratis a prescindere. La cultura produce come qualunque altra produzione, da questo lato libri o snodi Innocenti sono la stessa cosa, Ma appunto è l’oggetto che si paga, non l’idea. Si pagano le azioni, non le idee. Tutto ciò che scaturisce dalla idea, non l’idea stessa.

E non ho paura delle possibilità anarchiche delle nuove tecnologie. Avere copie in giro per internet non blocca quella cosa, ma anzi la esalta e la diffonde. Sono nata con internet e la sua concezione idealistica della condivisione è la mia.

Condivisione. Cioè circolo virtuoso, non furbetti al pascolo. Possibilità per tutti, non SEO isterica o il web è Dio o frego come posso.

Per questo apprezzo il dibattito a monte del progetto interessante di STEAL THIS FILM!

http://it.wikipedia.org/wiki/Steal_This_Film

e ho tradotto per l’Italia la parte II

Qui il film e i sottotitoli

http://www.stealthisfilm.com/Part2/download.php

Nick Cave – The South Bank Show

Fifty minutes

Short movie: Frank DanCoolo, Paranormal Drug Dealer

A screwball cyberpunk comedy, featuring a goofy blend of computer generated overkill, cartoon physics and stop-motion monsters.

 

Frank DanCoolo: Paranormal Drug Dealer from Andrew W. Jones on Vimeo.

Menzogna e sortilegio, l’eclisse pallida dell’autore

Sarebbe facile, bello e rassicurante sapere che la colpa di un certo sfacelo culturale (letterario) nostrano è tutta da imputare a qualcuno con un nome e cognome, un fantoccio pronto a prendere le maledizioni sapendo che così l’incantesimo svanirà e il maleficio sarà dissolto. Fine dei piagnistei.

Facile come raccontarsi balle, l’essere umano è specializzato nel processo e noi latini di interpretazioni di comodo della realtà facciamo un’arte che tutti i giorni si spalma su media e chiacchiere. Peccato però che non porti a niente, che niente cambi: rimane il fantoccio inerte e la rabbia dentro, tanta. Ma niente cambia.

Quello che manca l’articolo che sta sotto è il nocciolo centrale della questione, la domanda che non si fa: ma in tutto questo gli autori dove erano? Ancora peggio, gli autori, fondamento intorno al quale girano tutti i nostri discorsi, dove sono e cosa fanno? E soprattutto, cosa sono?

È una costatazione amara la risposta, e va benissimo, perché è anche libera: proviamo, se abbiamo quella onestà intellettuale di cui un autore vero non può fare a meno. Il dito che punta al colpevole ha un essere umano attaccato al braccio. È questo essere che deve essere guardato se vogliamo cambiare le cose. E non in un futuro diverso perché libero dal “nemico” ipotetico che ci assoggetta ma al quale in realtà ci siamo consegnati mani e piedi – devo dirlo? quando scriviamo banalità e pretendiamo siano capolavori, quando proclamiamo etiche e morali e intanto ci vendiamo al primo soldo che passa e qualche minuto di pallida luce riflessa, quando avalliamo tutta la bizantina giostra delle forme esteriori a soffocare la semplice sostanza che è il nostro pane quotidiano. Facciamolo subito, adesso, a cominciare da questo stesso istante, prima che sia troppo tardi. Spezziamola questa catena, riscopriamo che cosa davvero vuol dire essere “un autore”; e il resto allora può andare francamente a farsi un giro.

Ecco perché se immagino una definizione per l’Italia di questo periodo non posso che pensare al titolo calzante del libro della Morante,  Menzogna e Sortilegio.

Andrea Bajani su Repubblica parla di editori e scrittori:

>A furia di veder entrare in libreria scatoloni di novità editoriali per poi vederle uscire pochi mesi dopo per far posto sui banconi ad altre novità, forse rinunceremo all’ anacronistica divisione tra periodici e libri. O meglio: forse Continua a leggere/Continue reading

Short movie: CARGO

Cargo, a movie that reminds us that any genre can be great as long as the story is well approached

 

Short movie: Reign of death

1940′s visual styling combines with a futuristic setting in this sci-fi take on the hardboiled gumshoe. Now in development as a feature.

Consiglio semiserio su come affrontare una notizia e non propagare scemenze allegramente

Da alcuni giorni sta girando una notizia, una delle tante delle milioni che circolano giornalmente e vale d’esempio.

Da alcuni giorni sento ripetere che quelli del famoso Seal Team 6, famoso perché loro hanno preso Osama Bin Laden, sono morti. Quello che è dato sapere, sono special ops per un motivo, è che due di loro hanno avuto un incidente durante un’esercitazione, mentre due anni fa una ventina più o meno sono morti in un incidente in Afghanistan. Conclusione degli opinionisti e speaker: “Il gruppo d’assalto che ha ucciso OBL è stato decimato”, e allora avanti con teorie del complotto, qualcosa c’è dietro, scoop e notiziona, è un destino incredibile, la maledizione di Bin Laden come quella di Tutankhamon.
No, la maledizione è la nostra, di non avere un’informazione adulta e veritiera, che controlla quello che dice ed evita le scemenze. Continua a leggere/Continue reading

Il Gruppo 63, avanguardia letteraria italiana

Più o meno 50 anni fa in Italia nasceva il “Gruppo 63”, avanguardia letteraria dentro un decennio di avanguardie, che, nel bene e nel male, hanno portato la loro influenza teorica, e di conseguenza pratica, fino a oggi.

Odiato da molti, capito da pochi, in guerra con i romanzieri degli anni cinquanta definiti “Liale” (dall’autrice di romanzi rosa Liala) come Cassola e Pratolini, ha seminato l’ultima metà del novecento di materiale interessante e irritante allo stesso tempo. Ma non è questo che si chiede appunto a una avanguardia?

La loro poesia ha in qualche modo mostrato, scardinandola, che poteva esserci un modo alternativo al poetare della nostra tradizione italiana consolidata e anche nel romanzo, penso ad esempio a Fratelli d’Italia di Arbasino, un modo differente di approccio alla materia narrativa. Continua a leggere/Continue reading

shot movie: NOON

After 50-year earthquakes have ended the cycle of night and day, the North Pole becomes a region of unending sun, housing the city of Noon.

Che cos’è la letteratura oggi?

Il resoconto dell’incontro che si è  svolto a Roma dell’editore Neri Pozza riassume una situazione letteraria attuale ma anche idee per il futuro della letteratura che condivido.

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Qui il link al resoconto: http://is.gd/kSfjFY

Che cos’è la letteratura? Alla vigilia della scadenza dei termini per iscriversi

al Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza, Giuseppe Russo, Andrea Cortellessa

e Vincenzo Ostuni si confrontano sul tema della distinzione tra narrativa e letteratura

 

<Che cos’è la letteratura e che cosa è accaduto al mondo editoriale? Si può dire che oggi sia la narrativa letteraria a occupare la scena culturale della nazione? La risposta è no, ed è ancora più evidente se si paragona il panorama attuale con la vitalità e la grandezza della scena culturale italiana del dopoguerra o con altri Paesi in cui la narrativa letteraria ha pieno vigore, come Stati Uniti e Gran Bretagna. Ha pochi dubbi il direttore editoriale di Neri Pozza, Giuseppe Russo, che, nel corso dell’incontro alla Casa delle Letterature di Roma, insieme ad Andrea Cortellessa e Vincenzo Ostuni, ha chiarito il suo pensiero riguardo alla sostanziale differenza, oggi resa drammaticamente minima, tra narrativa e letteratura. Continua a leggere/Continue reading

short movie: THE REPLACEMENT CHILD

After spending a year in a juvenile center for beating up his stepfather, Todd Turnbull returns to his backwoods hometown repentant. When he finds his best friend, withering away without any medical attention due to the family’s spiritual beliefs, Todd must make a choice: let his friend die; or break his oath of non-violence.

 

Guerrilla Open Access Manifesto – Il manifesto dell’Accesso Libero di Aaron Swartz

Il futuro si paga sempre

 

Alcuni giorni fa si uccideva Aaron Swartz, attivista del Movimento Open Access. Credo le minacce di imputazioni catastrofiche, 35 anni di carcere e milioni da pagare, che gli hanno buttato addosso le autorità americane siano state la goccia nel recipiente già colmo della depressione. È una vittima di questi tempi, potere e soldi governano i grandi  cambiamenti, per molte ragioni;  ma una è quella che conta alla fine: la sua convinzione che la conoscenza vada condivisa e non tenuta nascosta.

In epoca di Internet, quando questo è ormai possibile – in dieci anni si è realizzato ciò che a malapena era stato sognato utopicamente in tremila –  il vecchio si rivolta e sferra attacchi micidiali per sopravvivere, senza rendersi conto che il suo tempo è già passato.
Ecco allora, Continua a leggere/Continue reading

La Sentinella di Frederick Brown

Quale miglior esempio di questo racconto di Brown per illustrare come è importante e cosa presuppone la scelta di un punto di vista? È del 1954, brevissimo e spiazzante, a tutt’oggi non fa una piega perché l’autore se la gioca da maestro, e insegna molto.

LA SENTINELLA di Fredrick Brown

Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame freddo ed era lontano 50mila anni-luce da casa. Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità doppia di quella cui era abituato, faceva d’ogni movimento un’agonia di fatica. Ma dopo decine di migliaia d’anni, quest’angolo di guerra non era cambiato. Era comodo per quelli dell’aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si arriva al dunque, tocca ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e tenerla, col sangue, palmo a palmo. Come questo fottuto pianeta di una stella mai sentita nominare finché non ce lo avevano mandato. E adesso era suolo sacro perché c’era arrivato anche il nemico. Il nemico, l’unica altra razza intelligente della galassia… crudeli schifosi, ripugnanti mostri. Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della galassia, dopo la lenta e difficile colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata subito guerra; quelli avevano cominciato a sparare senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica. E adesso, pianeta per pianeta, Continua a leggere/Continue reading

SENZA SCRITTORI – Il film di Andrea CORTELLESSA e Luca ARCHIBUGI

Siccome in tanti ne hanno parlato ma in pochi lo hanno visto, finalmente disponibile tramite RAI il documentario SENZA SCRITTORI, prodotto da Andrea Cortellessa e Luca Archibugi, sul mondo della scrittura in Italia.

 

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