L’ho risentita per caso questa canzone e me la sono cercata.
Da quella fucina di talenti insuperata che sono gli anni 80 un pezzo dolcissimo.
Ma soprattutto, guardando il video, il senso di… innocenza? giovinezza? differenza? di una generazione che bambina negli anni settanta di piombo e ferro e ciarpame ideologico, ha coscientemente deciso di fare una svolta e ha messo le basi per la musica che tuttora si mastica. Musica? Non solo.

Ci ritorneremo. Dopo l’ubriacatura delle icone sfatte e strafatte piene di soldi, dei concerti rock a 60 euro, dei dischi di plastica, dei cantanti di plastica a misura di casa discografica e tv (ma quando mai?), delle canzoni tutte uguali, delle radio tutte uguali, di generazioni latenti, perchè se si accetta un panorama immobile invece di ribellarsi, e pure lo si incensa, un problema di latenza lo vedo, c’è solo da aspettare i prossimi ragazzini che cresceranno e diranno basta, stop, passiamo oltre, ora di cambiare. Ma non a parole o a facebook, a fatti. Un’altra Musica, appunto.

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