Chiara Micheli

Ascolto rock. Guardo film. Traccio segni. Inseguo visioni. Tengo Londra nel mio garage. Qualche volta dormo. E scrivo. Mi piace la verità, per questo invento storie.

Menzogna e sortilegio, l’eclisse pallida dell’autore

Sarebbe facile, bello e rassicurante sapere che la colpa di un certo sfacelo culturale (letterario) nostrano è tutta da imputare a qualcuno con un nome e cognome, un fantoccio pronto a prendere le maledizioni sapendo che così l’incantesimo svanirà e il maleficio sarà dissolto. Fine dei piagnistei.

Facile come raccontarsi balle, l’essere umano è specializzato nel processo e noi latini di interpretazioni di comodo della realtà facciamo un’arte che tutti i giorni si spalma su media e chiacchiere. Peccato però che non porti a niente, che niente cambi: rimane il fantoccio inerte e la rabbia dentro, tanta. Ma niente cambia.

Quello che manca l’articolo che sta sotto è il nocciolo centrale della questione, la domanda che non si fa: ma in tutto questo gli autori dove erano? Ancora peggio, gli autori, fondamento intorno al quale girano tutti i nostri discorsi, dove sono e cosa fanno? E soprattutto, cosa sono?

È una costatazione amara la risposta, e va benissimo, perché è anche libera: proviamo, se abbiamo quella onestà intellettuale di cui un autore vero non può fare a meno. Il dito che punta al colpevole ha un essere umano attaccato al braccio. È questo essere che deve essere guardato se vogliamo cambiare le cose. E non in un futuro diverso perché libero dal “nemico” ipotetico che ci assoggetta ma al quale in realtà ci siamo consegnati mani e piedi – devo dirlo? quando scriviamo banalità e pretendiamo siano capolavori, quando proclamiamo etiche e morali e intanto ci vendiamo al primo soldo che passa e qualche minuto di pallida luce riflessa, quando avalliamo tutta la bizantina giostra delle forme esteriori a soffocare la semplice sostanza che è il nostro pane quotidiano. Facciamolo subito, adesso, a cominciare da questo stesso istante, prima che sia troppo tardi. Spezziamola questa catena, riscopriamo che cosa davvero vuol dire essere “un autore”; e il resto allora può andare francamente a farsi un giro.

Ecco perché se immagino una definizione per l’Italia di questo periodo non posso che pensare al titolo calzante del libro della Morante,  Menzogna e Sortilegio.

Andrea Bajani su Repubblica parla di editori e scrittori:

>A furia di veder entrare in libreria scatoloni di novità editoriali per poi vederle uscire pochi mesi dopo per far posto sui banconi ad altre novità, forse rinunceremo all’ anacronistica divisione tra periodici e libri. O meglio: forse smetteremo di rubricare i libri tra gli oggetti sottratti alla prosaicità della durata, per rassegnarci finalmente a chiamare anch’ essi periodici, etichetta un tempo destinata – come tutti sanno – ai quotidiani e alle riviste. La tagliola del tempo, così si pensava, scattava su quel che era effimero. Il libro no: saltava la staccionata del tempoa gambe unite, e poi restava. Chiamiamoli periodici, questi oggetti cartacei che sgomitano per conquistarsi decimetri quadrati in libreria, che si sbracciano (“Prendimi! Dammi una possibilità!”) per essere raccolti dagli occhi di qualcuno, e che poi finiscono inesorabilmente trascinati via di peso come pazzi dopo poche settimane di vendite sbiadite. Per essere buttati e chiusi dentro le segrete dei magazzini editoriali, e da lì, infine, nella fossa comune del macero, previa lettera all’ autore per notificargli che quella è l’ ultima stazione della via crucis della sua opera immortale. Timbro, spedizione, e il libro finisce smaterializzato in uno sbuffo di polvere di carta. È a questo che fa pensare E così vorresti fare lo scrittore (Laterza), l’ incursione amara di Giuseppe Culicchia nella cosiddetta filiera del libro: autori, lettori, editori, librerie, giornali, televisioni, radio, premi, festival letterari. Il quadro è a suo modo spietato, anche se il registro che Culicchia usa è sarcastico, facendo virare la denuncia verso il disincanto, piuttosto, e la delusione, con una punta d’ ironico cinismo. Che cosa è successo, nel tempo che è passato tra l’ infanzia nei primi anni Settanta («Mi addormentavo con un libro tra le mani e la mattina dopo riprendevo a leggerlo facendo colazione», «In quella frase, in quel romanzo, c’ era tutto. Il dolore e la gioia. La vita e la morte») e il suo ingresso in quello che Culicchia chiama «il dorato mondo delle Lettere», in cui non si fa altro che ripetere «In Italia sono più quelli che scrivono che quelli che leggono»? Che cosa è successo a questo Paese nel frattempo? Giuseppe Culicchia si rivolge a un ipotetico aspirante scrittore, utilizzando la celebre tripartizione con cui Arbasino suddivideva cronologicamente la carriera di un autore: Brillante Promessa, Solito Stronzo, Venerato Maestro. La carrellataè quella di un falò delle vanità, di una specie di farsa in cui non si salva nessuno. Quello che si appresta (o aspira) ad attraversare l’ ipotetico scrittore è un paesaggio ridicolo, grottesco a tratti. Ai turlupinamenti dell’ ufficio stampa ai danni degli autori si aggiungono le distrazioni intrinseche dei giornalisti, il cinismo delle televisioni, i successi illusori dei libri, la falsa competitività dei premi, la zavorra degli omaggi profferti a fine presentazione. Alla fine di questo libro però verrebbe voglia di far virare quella delusione e quell’ ironico disincanto – che pure non concedono sconti, ma comunque attenuano gli spigoli – verso la denuncia. Viene voglia di reclamare un pensiero politico, al «dorato mondo delle Lettere»,e a chi lo attraversa come un paesaggio bombardato. Che Paese è quello in cui gli editori rovesciano sui banchi delle librerie esordienti a buon mercato pronti ad abbandonarli al primo insuccesso? Che Paese è quello in cui i libri che arrivano in libreria sono pieni di refusi, traduzioni malpagate non riviste, sciatterie sparse per le pagine? Che Paese è quello in cui i giornali non parlano più di un libro a due mesi dall’ uscita perché non è più una novità? Che Paese è quello in cui i cosiddetti intellettuali rilasciano opinioni affrettate al telefonino, mentre guidano, o mentre guardano il primogenito che si appresta al calcio d’ angolo al novantesimo? Che Paese è quello in cui si accetta che degli insegnanti di lettere dicano che non hanno tempo di leggere? Che Paese è quello in cui nessuno si chiede più di che editore sia un libro perché gli sembrano fondamentalmente tutti uguali, dalle copertine ai titoli fino all’ autore che li reclamizza sulla fascetta? Ecco: viene voglia di un pensiero politico e civile, perché è questo che ci manca, da cittadini drammaticamente orfani, quali siamo. Da cittadini, e d a l e t t o r i , abbiamo il dovere di reclamarlo. Di non accontentarci. Serve uno straccio di pensiero politico e civile per riuscire a mettere in relazione tutto ques t o c o n t r e n t ‘ a n n i di berluscon i s m o e c o n l a contemporanea devastazione culturale, prima ancora che politico economica. Imputare la responsabilità di tutto, come si è fatto, alle sue televisioni è un alibi che vale la pena abbandonare. Dove erano le forze culturali, che avrebbero dovuto contrastarlo? Dov’ erano i lettori che lo pretendevano, da quelle stesse forze? Dov’ è il progetto culturale alternativo che anche la cosiddetta filiera del libro avrebbe potuto (e dovuto) opporre? Perché non imputare trent’ anni di berlusconismo anche a quegli editori – e a quella parte di filiera – che sembrano aver dismesso (con le virtuose eccezioni, per fortuna, che provano a resistere) progetti culturali, responsabilità e coscienza politica, in nome del budget a fine anno? Che pur di far cassa hanno rovesciato addosso ai lettori tonnellate di libri – necessari? – che poi non trovano spazio nelle librerie. In fondo basta poco per accorgersi della prossimità che esiste tra i verbi leggere ed eleggere. Chi legge male – sia detto a chi pubblica, a chi scrive, a chi veicola i libri – elegge parimenti.>

 

Related Posts

Trackback URL for this post: http://www.chiaramicheli.it/menzogna-e-sortilegio-l-eclisse-dell-autore/trackback/

4 Comments

  1. Watch a huge selection of Internet tv motion pictures and Television shows online. Eugot provides all your preferred genres uncut, unedited, and unbelievably free — Just press play!”

  2. I examine quite a few excellent material the following. Unquestionably value bookmarking with regard to returning to. I ponder the way a great deal endeavor you set to generate any such excellent educational web page.

  3. Hi there, I enjoy reasding trough yoiur article post.
    I likke to write a little comment tto support you.

  4. Hello there, I discovered your website by the use of Googe whilst searching
    for a similar topic, your web siite got here up, it seems to
    be good. I’ve bookmarked it in my ggoogle bookmarks.
    Hello there, just become alert to your weblog via Google, andd found
    that it is really informative. I’m going too watch out for brussels.
    I will appreciate if you contimue this iin future.

    Numerous folks shnall be benefited from yohr writing. Cheers!

1 Pingback

  1. facebook.com

Lascia un commento

Name, Email or Website are Optional.

© 2018 Chiara Micheli

Theme by Anders NorenUp ↑