Chiara Micheli

Ascolto rock. Guardo film. Traccio segni. Inseguo visioni. Tengo Londra nel mio garage. Qualche volta dormo. E scrivo. Mi piace la verità, per questo invento storie.

Consiglio semiserio su come affrontare una notizia e non propagare scemenze allegramente

Da alcuni giorni sta girando una notizia, una delle tante delle milioni che circolano giornalmente e vale d’esempio.

Da alcuni giorni sento ripetere che quelli del famoso Seal Team 6, famoso perché loro hanno preso Osama Bin Laden, sono morti. Quello che è dato sapere, sono special ops per un motivo, è che due di loro hanno avuto un incidente durante un’esercitazione, mentre due anni fa una ventina più o meno sono morti in un incidente in Afghanistan. Conclusione degli opinionisti e speaker: “Il gruppo d’assalto che ha ucciso OBL è stato decimato”, e allora avanti con teorie del complotto, qualcosa c’è dietro, scoop e notiziona, è un destino incredibile, la maledizione di Bin Laden come quella di Tutankhamon.
No, la maledizione è la nostra, di non avere un’informazione adulta e veritiera, che controlla quello che dice ed evita le scemenze.

Sarà per dare motivo di godimento all’ipotetico spettatore spaparazzato tra twitter o cellulare che capisce, secondo loro, solo gli scoop iperbolici? Sarà, ma siccome sono allergica a proto misteri e voyagerate, io applico per dovere the first rule, quella che chiunque scriva dovrebbe imparare nella prima lezione del primo giorno.
E la chiamerò alla ricerca del fatto perduto o come non si debba mai approcciarsi a qualunque cosa detta o scritta, da noi o da altri, e darla per scontata, ma controllare, controllare e controllare. Ho detto controllare? Controllare fatti e fonti, regola principe di ogni scrittura, giornalistica e no, narratori compresi. Una volta sarebbero volate parolacce. Oltretutto qui stiamo parlando di vite umane e non è che si fanno numeri… ma vale sempre e per tutto.

Notizia passata alla cialtrona o volutamente travisata? Sta di fatto che sono morti alcuni del Seal Team 6, che sì, è anche quello che ha ucciso OBL, che sì, è un gruppo di forze speciali per occasioni speciali. Ma poi, fine. Non vuol dire che sono morti proprio quelli che stavano là quella notte famosa; perché non è che se Aristotele aveva i baffi, un gatto ha i baffi, Aristotele era un gatto, no?
Invece nel guazzabuglio dei pressappochismi pare di sì.
Ma sappiamo quanti e quali sono quelli del Seal Team 6? Nell’eventuale ignoranza, un giro sul nostro google e arriva in 10 secondi esatti la lettura illuminante:
http://sealteamsix.americanspecialops.com/
e qualcuno si è preso la briga di dirla, questa sì che era un’interessante informazione?

Ma nella presunta notizia, me l’hanno twittata a più non posso, tutto un miscuglio, un far supporre, un usare le parole tanto per fuorviare e confondere le idee, forse perché anche chi le usa le ha confuse parecchio. Evitiamolo per amore della verità e dell’informazione, se no se ne escono ancora malmenate e in nome di che? Non ne abbiamo abbastanza di menzogne e approssimazioni senza batter ciglio? Saranno anche comode ma ci condannano irrimedibilmente alla mediocrità, che non è mai un gran guadagno.

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1 Comment

  1. La notizia era seria ma l’articolo mi ha fatto morire… grande

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