Chiara Micheli

Ascolto rock. Guardo film. Traccio segni. Inseguo visioni. Tengo Londra nel mio garage. Qualche volta dormo. E scrivo. Mi piace la verità, per questo invento storie.

Category: Il Caffè Ebbro (Conversazioni)

La zia di superficie e le mutande di latta – Conversazione con lo scrittore Enzo Fileno Carabba

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carabba

  (E.F.Carabba fotografato da Carlo Zei)


“C’erano alcuni ricordi, insistevano a seguirmi. Erano dei messaggeri.

«Noi vogliamo sistemare le cose» hanno detto.

«In che modo» ho chiesto.

«Seguici e lo saprai».

Allora li ho seguiti.”

 

La giornata è pessima, ieri prometteva tempesta, oggi mantiene acqua, ma questo pomeriggio dentro Il Caffè delle Murate l’atmosfera è calma, è caotica, c’è diversa gente piuttosto famigliare. Stasera in questa parte dell’ex carcere di Firenze fatta di mura lunghissime, senza finestre, dove una volta i detenuti soffrivano le pene della reclusione e oggi è luogo aperto alle culture, forse con altrettante pene, covaccio di letterati, attività artistiche, cinema e buffet a tutte le ore, mi ritrovo a parlare con Enzo Fileno Carabba, scrittore che ha da poco pubblicato per Mondadori

La zia subacquea e altri abissi famigliari

 zia

 

La conversazione ha decisamente urlato, sopra il vociare generale, tra svincoli di idee e parecchie tangenziali di argomenti. Tra un Bloody Mary accompagnato da un intero sedano – alle Murate sono generosi con i loro avventori – e il critico di cinema Giovanni Bogani che di certo ci ha maledetto con gentilezza mentre aspettava di iniziare la sua serata di presentazione di Uomini contro di Rosi, ecco la nostra chiacchierata. Continua a leggere/Continue reading

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    CM - Parliamo si scrittura. Che cos’è per lei scrivere? AJT - Domanda difficile, difficilissima! CM - La faccio apposta. AJT – È parte della mia vita fin da bambina, avevo 10, 11 anni, il primo romanzo l’ho scritto a 12 anni, parlava di guerra e avventure, e aveva un…
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PER LE DONNE TUTTO IL MONDO È SEMPRE PAESE – Conversazione con la scrittrice Angela M. Jeannet – pt.1

Sono con una scrittrice con la quale converso spesso da lontano per questioni di distanza, lei abita in North Carolina. Ma oggi siamo qui, in un giardino toscano di fiori e rosmarini, il cielo è azzurro, l’aria canta e ronza, a parlare di scrittura e donne e altre cose ardimentose.

CM -Chi è Angela Jeannet Tassini?

AJT- Ah, difficile.

La prima cosa che mi definisce è che sono una persona divisa tra due culture, e quello che potrebbe sembrare a prima vista negativo, difficile, è per me stata una fortuna, in tre lingue mi sento a casa mia, francese, inglese, italiano, e in tre paesi sono a casa mia. Quindi l’avere accesso a tante cose scritte e parlate in tre mondi diversi… A volte, quando mi prende la tristezza, penso a come sarebbe bello essere in un paesino e non essermi mai mossa… poi mi dico naaa! Che ricchezza invece, difficile a momenti ma bella, una fortuna straordinaria.

CM – In questo ci capiamo, anch’io sono da sempre divisa tra due culture, e quello che mi ha dato e continuerà a darmi non è neanche vagamente misurabile. Un occhio più largo e doppio amore. Abbiamo mari larghi da navigare, siamo fortunate. Continua a leggere/Continue reading

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ANDAVAMO IN CENTO DIREZIONI DIVERSE – Conversazione con la scrittrice Angela M. Jeannet – pt. 2

CM –Allora parliamo adesso di un posto del suolo statunitense e raccontiamo un’esperienza unica…

AJT – Io ero molto cosciente della situazione femminile in quegli anni in USA. La maternità, la salute del corpo, lo studio, il lavoro retribuito regolarmente molto meno di quello degli uomini, e quindi i problemi che sarebbero venuti con le pensioni miserevoli. E io ne facevo parte. Ne parlai con alcune colleghe e dicemmo, che si può fare?
Siamo adesso in Pennsylvania, una cittadina che si chiama Lancaster. Uno dei primi centri fondati da perseguitati religiosi, protestanti di rami secondari, combattuti dai protestanti stessi come eretici. Venivano dalla Germania meridionale, valle del Reno. Ma anche cattolici tedeschi altrettanto perseguitati. Pacifisti, di cultura rurale, farmers indipendenti, artigianato meraviglioso e zone ricchissime d’attività. Una zona prospera ma strutturata così: i pochi neri in un angolo, le donne in casa, agli uomini tutto il resto.

Io stessa insegnavo in un college per maschi. Su 80 docenti eravamo due donne.

Tutto sembrava immobile. Continua a leggere/Continue reading

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UNA IDEA DI BELLEZZA – Conversazione con la scrittrice Angela M. Jeannet – pt3

CM – Parliamo si scrittura. Che cos’è per lei scrivere?

AJT – Domanda difficile, difficilissima!

CM – La faccio apposta.

AJT – È parte della mia vita fin da bambina, avevo 10, 11 anni, il primo romanzo l’ho scritto a 12 anni, parlava di guerra e avventure, e aveva un ragazzo come protagonista.

CM – Eh!

AJT – E stata un modo di capire, e al tempo stesso di perseguire, un’idea di bellezza.

Capire il mondo e me stessa e gli altri e partecipare VERAMENTE alla vita!

CM – Eppure spesso questa vita nei libri non la sento… molti scrivono personaggi senza la vita. Continua a leggere/Continue reading

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