Chiara Micheli

Ascolto rock. Guardo film. Traccio segni. Inseguo visioni. Tengo Londra nel mio garage. Qualche volta dormo. E scrivo. Mi piace la verità, per questo invento storie.

Category: Cose in giro per il mondo (Interventi)

Women in India: a bride

Women in India: a bride (Narinder Nanu/Agence France-Presse — Getty Images) http://ow.ly/i/5DvMl

 

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Menzogna e sortilegio, l’eclisse pallida dell’autore

Sarebbe facile, bello e rassicurante sapere che la colpa di un certo sfacelo culturale (letterario) nostrano è tutta da imputare a qualcuno con un nome e cognome, un fantoccio pronto a prendere le maledizioni sapendo che così l’incantesimo svanirà e il maleficio sarà dissolto. Fine dei piagnistei.

Facile come raccontarsi balle, l’essere umano è specializzato nel processo e noi latini di interpretazioni di comodo della realtà facciamo un’arte che tutti i giorni si spalma su media e chiacchiere. Peccato però che non porti a niente, che niente cambi: rimane il fantoccio inerte e la rabbia dentro, tanta. Ma niente cambia.

Quello che manca l’articolo che sta sotto è il nocciolo centrale della questione, la domanda che non si fa: ma in tutto questo gli autori dove erano? Ancora peggio, gli autori, fondamento intorno al quale girano tutti i nostri discorsi, dove sono e cosa fanno? E soprattutto, cosa sono?

È una costatazione amara la risposta, e va benissimo, perché è anche libera: proviamo, se abbiamo quella onestà intellettuale di cui un autore vero non può fare a meno. Il dito che punta al colpevole ha un essere umano attaccato al braccio. È questo essere che deve essere guardato se vogliamo cambiare le cose. E non in un futuro diverso perché libero dal “nemico” ipotetico che ci assoggetta ma al quale in realtà ci siamo consegnati mani e piedi – devo dirlo? quando scriviamo banalità e pretendiamo siano capolavori, quando proclamiamo etiche e morali e intanto ci vendiamo al primo soldo che passa e qualche minuto di pallida luce riflessa, quando avalliamo tutta la bizantina giostra delle forme esteriori a soffocare la semplice sostanza che è il nostro pane quotidiano. Facciamolo subito, adesso, a cominciare da questo stesso istante, prima che sia troppo tardi. Spezziamola questa catena, riscopriamo che cosa davvero vuol dire essere “un autore”; e il resto allora può andare francamente a farsi un giro.

Ecco perché se immagino una definizione per l’Italia di questo periodo non posso che pensare al titolo calzante del libro della Morante,  Menzogna e Sortilegio.

Andrea Bajani su Repubblica parla di editori e scrittori:

>A furia di veder entrare in libreria scatoloni di novità editoriali per poi vederle uscire pochi mesi dopo per far posto sui banconi ad altre novità, forse rinunceremo all’ anacronistica divisione tra periodici e libri. O meglio: forse Continua a leggere/Continue reading

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Consiglio semiserio su come affrontare una notizia e non propagare scemenze allegramente

Da alcuni giorni sta girando una notizia, una delle tante delle milioni che circolano giornalmente e vale d’esempio.

Da alcuni giorni sento ripetere che quelli del famoso Seal Team 6, famoso perché loro hanno preso Osama Bin Laden, sono morti. Quello che è dato sapere, sono special ops per un motivo, è che due di loro hanno avuto un incidente durante un’esercitazione, mentre due anni fa una ventina più o meno sono morti in un incidente in Afghanistan. Conclusione degli opinionisti e speaker: “Il gruppo d’assalto che ha ucciso OBL è stato decimato”, e allora avanti con teorie del complotto, qualcosa c’è dietro, scoop e notiziona, è un destino incredibile, la maledizione di Bin Laden come quella di Tutankhamon.
No, la maledizione è la nostra, di non avere un’informazione adulta e veritiera, che controlla quello che dice ed evita le scemenze. Continua a leggere/Continue reading

Guerrilla Open Access Manifesto – Il manifesto dell’Accesso Libero di Aaron Swartz

Il futuro si paga sempre

 

Alcuni giorni fa si uccideva Aaron Swartz, attivista del Movimento Open Access. Credo le minacce di imputazioni catastrofiche, 35 anni di carcere e milioni da pagare, che gli hanno buttato addosso le autorità americane siano state la goccia nel recipiente già colmo della depressione. È una vittima di questi tempi, potere e soldi governano i grandi  cambiamenti, per molte ragioni;  ma una è quella che conta alla fine: la sua convinzione che la conoscenza vada condivisa e non tenuta nascosta.

In epoca di Internet, quando questo è ormai possibile – in dieci anni si è realizzato ciò che a malapena era stato sognato utopicamente in tremila -  il vecchio si rivolta e sferra attacchi micidiali per sopravvivere, senza rendersi conto che il suo tempo è già passato.
Ecco allora, Continua a leggere/Continue reading

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