7 quasi 8 marzo, ore23:34  2020

Due parole in questo tempo di Coronavirus che ci ha preso, di un momento terribile della nostra storia italiana, e sono due parole accorate e pure un tantino incazzate. Io non sono un medico, io creo, quindi saranno due parole differenti.

Sono stata a guardare, a non parlare, ad ascoltare. L’ho sentito prima come notiziella dalla Cina, tra un tg e uno show, un virus un po’ anomalo, ma guarda che esotico. Poi ho visto il diffondersi, le notizie che arrivavano sempre più allarmate. Portato, ormai è chiaro, da qualcuno che ha avuto contatti molto ravvicinati con una specie animale che andrebbe lasciata al proprio posto. In molti luoghi del mondo succede. Non dovrebbe ma succede, si può imputare a che si vuole, succede.

Ho visto la Cina prima negare, questa grana micidiale, negare è maestro, e poi prendere misure drastiche, lo può fare, i cinesi non scherzano.

Noi invece parrebbe di sì. Ho guardato a noi, a quello che siamo, come siamo e non mi sono rallegrata. Continua a leggere/Continue reading

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